domenica 12 febbraio 2017

[Segnalazione] "Unbreakable Hearts" di Ella Smith

Buonasera a tutti, 
vi segnalo sul blog il libro di Ella Smith che si intitola "Unbreakable Hearts". Un libro di narrativa contemporanea per young adult, molto interessante vi invito a darci un'occhiata, sotto trovate anche un breve estratto. 


Titolo: Unbreakable Hearts
Autore: Ella Smith
Data di uscita: 27/novembre/2016
E-book: € 2,99
Pagine: 213
Editore: StreetLibe (Self- publishing)
Genere: Fantasy/ Young adult

Trama
C'è sempre stato un alone di innocenza attorno ad Estella Fray, nonostante il suo mondo sia tutto tranne che innocente. Suo padre, i suoi amici e lei stessa, appartengono ad un mondo oscuro dove la morte e la vita sono solo una linea sottile che puntualmente viene superata per poter sopravvivere. Estella è un vampiro, vive a New York; Kit è il figlio del vampiro che per primo si è ribellato al regno di Hanry, Benjamin. Da allora, l'odio e il desiderio di vendetta hanno sempre intaccato i loro rapporti. Ma quando un giorno, una nuova minaccia spunta dall'ombra con la chiara intenzione di uccidere Hanry e Benjamin, Kit ed Estella non hanno altre alternative se non quella di sposarsi. Vincolati da un contratto e costretti a convivere per dimostrare una pace che in realtà è lontana dalle loro reali intenzioni, scopriranno che i loro cuori non sono così infrangibili come credevano.


Estratto

La notte è eterna Kit Avevo sempre pensato che prima o poi la mia vita avrebbe preso una piega differente da quella prospettata da mio padre, in fin dei conti ci avevo sempre sperato, eppure ultimamente la rassegnazione aveva fatto capolino nella mia mente sempre più presente e sempre più ingombrante. Da secoli ormai, i rapporti con Hanry Fray avevano messo a dura prova la pace. All'inizio della storia, mio padre e lui, erano amici, ma poi dopo la morte di Alexander le cose sono cambiate; I Fray, ci avevano accusato di tradimento, di complottare contro di loro, ma in realtà, quello che volevamo era solo essere liberi. Hanry aveva cominciato a sbandierare in giro i suoi agnelli sacrificali in cerca di vendetta e di silenzio contro chiunque si fosse ribellato al suo regno. Ovviamente aveva fatto passare noi per i cattivi. Che figlio di puttana! Astuto non c'è dubbio, ma non aveva messo in conto la possibilità di ribellione. E' così che è cominciata, di colpo ci siamo ritrovati gli uni contro gli altri, ad ucciderci a vicenda. In una situazione come questa, persino il tuo migliore amico può essere un traditore in attesa di pugnalarti alle spalle e passare dal lato oscuro. Attraversai l'open space a piedi nudi sul pavimento chiaro, osservai la ragazza nuda coperta dal lenzuolo rosso porpora nel mio letto, mi infilai la camicia nera e mi avvicinai alle tende, non appena le aprii la luce del mattino riempì la stanza, la ragazza, che doveva considerarsi molto fortunata ad essere ancora viva, sgranò gli occhi sussultando spaventata. Mi osservò impaurita e confusa, le sorrisi rassicurante. << Buongiorno! >>, le dissi calmo, ma Fred varcò la soglia della camera e afferrò di peso la ragazza che cominciò ad urlare, scoppiai a ridere e con la mano la salutai divertito da quel siparietto così ricorrente e bizzarro. << Non farle male Fred! >>, mi limitai a dire prima di voltarmi ad osservare l'Empire. New York era nel suo pieno quella mattina, eppure non era la frenesia della città che aveva attirato la mia attenzione, c'erano delle voci, sussurri che riempivano il palazzo. A quanto pare qualcuno stava reclutando vampiri contro di noi e quel qualcuno non era Hanry Fray, o almeno è quello che Trevor, il braccio destro di mio padre, aveva ricavato dalla bocca dell'ultimo vampiro che aveva torturato e ucciso quella notte. L'ultimo scontro era andato a buon fine, un morto per loro e zero per noi, ma non era sufficiente. Questo era solo l'inizio della fine...il regno di Harry doveva essere rovesciato, l'equilibrio ristabilito. << Buongiorno Signore >>. Osservai la bambina dai capelli biondi sorridermi, Vera, otto anni da più di mezzo secolo, era più vecchia di me. Era lei che con il suo aspetto innocente si occupava di accalappiare il cibo, era un’esca perfetta soprattutto per chi preferiva avere le consegne a domicilio. La bambina sorrise, un sorrisetto furbo incorniciato da due fossette ai lati delle guance, un angelo della morte. << Vera! >>, la salutai mentre uscivo dall'ascensore, superai il grande salone raggiungendo mio padre seduto accanto a mia madre, la donna dai capelli castani mi osservò con un cipiglio curioso ; << Finalmente ci degni della della tua presenza Christopher! >>. Mi accomodai anche io << Padre! >>, dissi in risposta al suo buongiorno, ma lui alzò gli occhi solo per un secondo prima di tornare a leggere il giornale. Mentre la TV emanava suoni, alternati a sigle TV e notizie dell'ultima ora, lui, afferrò il telecomando e la chiuse con un gesto automatico e calmo. << Questa notte abbiamo avuto la conferma di ciò che temevamo >> , asserì serio. << Ho convocato un consiglio questa sera! >>, mi informò. In fondo ero sempre suo figlio, il suo unico figlio, il suo errore più grande. << Ti prego di essere presente! >> , concluse alzando finalmente lo sguardo su di me, ma si vedeva chiaramente che non diceva sul serio. << Mi ritiro! >>, aggiunse infine alzandosi. Lo osservai allontanarsi nel suo abito di Hugo Boss nero, Benjamin, mio padre, era un uomo egoista, pensava solo ai suoi affari e sapeva bene come giocare le sue carte per poter portare più vampiri dal suo lato. Mia madre allungò la sua mano sulla mia << Sai che ci tiene >>, la fissai per un secondo << Chissà perché non ne sono convinto >>, ritirai la mia mano da quel contatto. La mia non era certo una considerazione del momento, ma il frutto di secoli e secoli di tentativi falliti. Ci avevo provato ad essere il figlio che voleva, a renderlo fiero, ma qualsiasi cosa facessi non era mai abbastanza per lui. << Kit >>, disse lei in tono di rimprovero, ma prima che potesse parlare oltre mi alzai anche io << Devo andare >>, le dissi baciando la sua mano pallida. Sapevo che Grace cercava solo di appianare le nostre divergenze padre-figlio ma, per quanto si sforzasse, niente poteva cambiare i fatti. Non ero il figlio che avrebbe dovuto creare, se avesse potuto, sono sicuro che mi avrebbe lasciato morire in quella strada, in mezzo al fango quella notte. Storsi il naso mentre superavo il corridoio che portava all'ascensore, sentii delle voci, il tono basso e attento. Mi bloccai, non era mia intenzione origliare ma la privacy era un optional per quelli come noi << Quindi ne sei sicuro? >> domandò Benjamin a qualcuno, << Si >> ...Trevor!? . << Vanno al Pacha>>, rispose ancora...Di chi parlavano? attesi la risposta di mio padre, << Seguiteli!>>. Era stato così risolutivo da far annuire Trevor all'istante. Prima che Trevor cominciasse a muoversi nella mia direzione, mi defilai alla svelta svoltando dietro l'angolo, lo osservai sparire dietro le porte dell'ascensore. Che diavolo stava succedendo? Se c'era una riunione allora perchè mandare Trevor fuori questa sera?. << Eccolo qui! >>, disse in tono allegro Scott mentre le sue braccia serravano le mie spalle. << Ti sei divertito anche questa sera e non mi hai invitato! >>. Con la mano mi tirò un pugno amichevole nello stomaco che a malapena sentii, gesto che ricambiai svincolando dalla sua presa poco ferma. Mi sistemai il giubbotto di pelle e osservai il mio amico dall'alto e con un sorriso gli offrii la mano. << Lo sai che non mi piace condividere! >>, dissi sfiorandomi con la mano il mento. << Ma possiamo rimediare! >>, aggiunsi vago con un mezzo sorriso tra le labbra.






Un bacio, 



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