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[Recensione] Cuore di tufo di Giuseppe Chiodi

mercoledì 9 maggio 2018

Buongiorno a tutti carissimi lettori,
oggi vi parlerò di un libro in super anteprima e sto parlando di Cuore di tufo il libro dark fanatsy di Giuseppe Chiodi che uscirà al Salone del libro di Torino grazie alla Dark Zone.


Cuore di tufo
di Giuseppe Chiodi

Uscita: Maggio 2018
Prezzo: € 14,90
Casa editrice: Dark Zone Edizioni
Collana: Fantasy
Genere: Dark Fantasy
Ossessione, superstizione e magia nera. È il vortice in cui sprofonda Pietro Cimmino, il proprietario di un negozio di antiquariato, nel tentativo di riprendersi sua moglie. La separazione l’ha fatto impazzire; l'incontro con Dafne, studentessa beneventana, gli riaccende la fiducia in sé stesso.
Ma quella misteriosa ragazza scatena la gelosia della Bella ‘Mbriana, a cui l’uomo è devoto. E quando la piccola Sonia, figlia di Pietro, viene coinvolta dalle forze oscure scoperchiate dal padre, egli varca la linea che separa la realtà dall’immaginazione, la città dal sottosuolo, per salvare lei e sé stesso.
Una fiaba dark fatta di riscatto e identità. C’è solo un avvertimento di cui tener conto: non fidatevi del monacello.
Recensione

Napoli, una città ricca di storia, arte, ma soprattutto folklore e tradizioni che, né il tempo né la modernità sembrano aver cancellato. 
Pietro Cimmino, napoletano d.o.c, è il proprietario di un prestigioso negozio di antiquariato, che viene tramandato da generazioni tra i membri della sua famiglia, come anche la sua casa, nelle quali stanze riecheggiano, da secoli formule e manufatti di antichi riti. 
Pietro, infatti, dopo essere stato abbandonato dalla moglie Mariangela, ha intensificato il suo interesse per l’occulto e per le sue origini. 
Tutto ciò, non solo gli ha fatto perdere l’integrità mentale ma anche risorse economiche, riducendolo quasi al lastrico. 
Ma Pietro non demorde vuole conoscere la storia della sua famiglia. 


“ Tutto fila: l’origine della mia famiglia, nei pressi di Baia; le favole della mia infanzia e il mio cognome. Io sono un Cimmero e la loro magia nera mi ribolle nelle vene. Eforo lo conferma. Sono il sangue e il sottosuolo gli elementi indispensabili. Sangue cimmero che lui non possedeva…volto la pagina. Ecco la parte che mi interessa veramente: gli incantesimi…questi sortilegi abbisognano delle tenebre”

In tutta questa vicenda, giocano un ruolo importante, non solo la figlia Sonia per la quale nutre un forte attaccamento ma anche le figure del folklore locale come la ‘Mbriana e il monacello, che teme e rispetta. 
Un giorno una ragazza misteriosa di nome Dafne arriva, per caso, sconvolgendo la vita di Pietro e…non solo.
Un romanzo molto singolare sia per quanto concerne la trama che i protagonisti. 
Il lettore attraverso questi ultimi viene a contatto con i personaggi che fanno parte della tradizione napoletana e non può fare altro che incuriosirsi ad essi e amarli. 
Personalmente mentre leggevo questa storia non ho fatto a meno di documentarmi sulle figure che compaiono e appassionarmi ad esse. 
La trama è di per se innovativa, mai sinora mi sono imbattuta in romanzi dove le figure del folklore diventano protagonisti di storie. 
Essa è ricca, inoltre, di rocamboleschi colpi di scena. 
Quando si inizia a pensare di aver capito come si concluderà, lo scrittore mischia le carte in tavola spiazzando il lettore. 
I personaggi sono ben sviluppati e inseriti nella trama narrativa. La mia preferenza, in questo senso, va proprio alle figura del folklore napoletano, che grazie a questo romanzo ho potuto conoscere. Per quanto riguarda le ambientazioni, sono varie e ben descritte. 
Epilogo inaspettato. 


“Farfalle dalle ali variopinte fluttuano nell’ingresso. Che ci fanno qui? Le allontano, salgo le scale. Mi fermo sul pianerottolo, scaldo le mani sul termosifone. Gli insetti mi seguono, sorvolando i gradini. Un altro sciame di farfalle piomba dalla cima della rampa. Mi circondano a dozzine. Pessimo auspicio. Papà mi raccontò che la ‘Mbriana, alle volte si manifesta sotto forma di lucertola o farfalla.”

Unico punto dolente sul romanzo, riguarda i dialoghi in napoletano, che non sempre sono di facile comprensione da parte del lettore e ciò contribuisce, un pochino, al rallentamento del ritmo narrativo. Forse sarebbe stato utile l’inserimento di note con la versione in italiano. 
Con ciò non voglio criticare la scelta dell’autore, ma vuole essere solo un suggerimento. 
A parte ciò, ritengo che il romanzo sia più che valido e personalmente mi ha soddisfatto. 


VALUTAZIONE:

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